TempoMolto spesso i progetti complessi e le attività dell’ingegneria, ma non solo, tendono a eccedere le tempistiche di esecuzione che ci si era prefissati. Questo è tipico nelle opere pubbliche sia per la complessità burocratica sia per le dimensioni dei lavori stessi.

Ci si chiede qual è la motivazione di questo fenomeno. Tipicamente si fa ricadere la colpa sulla disorganizzazione o su una cattiva stima delle tempistiche. Stima dettata, a volte, inconsciamente o consapevolmente, dalla necessità di narrare tempi ridotti. Sicuramente disorganizzazione e burocrazia rappresentano un nemico del rispetto delle scadenze, ma la questione è un’altra.

Voglio,  con queste considerazioni, focalizzare l’attenzione su un punto di vista più corretto.

Se si valutano attentamente le situazioni ci si accorge che tipicamente, e quando i lavoro sono complessi e coinvolgono diversi soggetti, le tempistiche tendono ad allungarsi, anche considerevolmente, quasi mai ad accorciarsi. Non sfuggirà che statisticamente un inconveniente o qualcosa di imprevisto porta, statisticamente, all’allungamento dei tempi. Quasi mai un evento di tale natura, porta ad un accorciamento, ancor meno significativo, dei tempi. Esiste una sorta di asimmetria diabolica, che fa si che se un evento imprevisto debba accadere, e statisticamente è probabile che accada, esso porterà più probabilmente ad un allungamento dei tempi ed ancora più probabilmente questo allungamento tenderà ad una dilatazione sempre più significativa manmano che si allungano le tempistiche.

La spiegazione di tutto ciò è insita nella natura stessa di tali tipologie di lavori.

I lavori complessi, coinvolgono più soggetti e più lavorazioni, che possono avvenire in parallelo o in sequenza o in condizioni miste. Sistemi di questo tipo tendono ad avere un comportamento non lineare, caotico. Una piccola variazione di un parametro, può portare ad una grossa variazione del sistema nello stato finale. La nostra mente, per semplificare, tende a leggere la realtà in modo lineare; una variazione unitaria di una grandezza, porta ad una variazione di un’altra grandezza, per esempio il tempo, proporzionale a tale variazione. In realtà, data la complessità dei rapporti e delle correlazioni, la realtà, spesso è non lineare ma caotica. Sistemi caotici sono caratterizzati da difficile prevedibilità e forte variabilità anche alle piccole variazioni e devono essere affrontati con gli strumenti giusti.

Ed è proprio l’asimmetria nel comportamento rispetto all’allungamento o all’accorciamento dei tempi che fa si che i lavori tendano sempre ad allungarsi e raramente ad accorciarsi. Non è tutta colpa del professionista ma è dovuta alla natura stessa dell’attività.

Fissato questo punto fermo, com’è possibile rendere il più stabile possibile la durata di un lavoro? La premessa è che non si può prescindere da una corretta organizzazione delle attività e da una prudente e reale stima delle tempistiche.

Dato per scontato tutto ciò, devono essere ridotti ai minimi termini le condizioni e le caratteristiche del sistema che lo rendono a comportamento caotico. Riduzione del numero di soggetti coinvolti, aumento delle attività in parallelo e riduzione delle correlazioni tra un’attività e l’altra. L’ipotesi è di organizzare l’attività in una serie di sotto-attività a comportamento lineare o pseudo-lineare poco correlate tra di loro.

Infine un monitoraggio costante dello stato di avanzamento del progetto è fondamentale per individuare imprevisti incipienti, che possono provocare dilatazione dei tempi. Ciò consente di prendere i dovuti provvedimenti fintanto che queste dilatazioni sono ancora piccole.

In sintesi. La dilatazione dei tempi non è tutta colpa del professionista o dell’azienda ma è insito nella natura stessa di alcuni lavori. La causa è insita nella non linearità delle attività complesse e nel comportamento caotico di tali sistemi. In particolare, nell’asimmetria tra dilatazione e contrazione dei tempi, spostata drammaticamente verso la prima. Per ridurre gli effetti si deve ridurre ai minimi termini la componente caotica delle attività e mantenere l’attenzione viva sull’evoluzione dei lavori.

La realtà (ad eccezione di quella fisica, che spesso lo è) è tipicamente non lineare e deve essere ingegneristicamente approcciata con modelli matematici adeguati.

Si rimanda a letture specifiche sulla matematica frattale e dei sistemi caotici.