A quasi due anni dal primo storico atterraggio di una sonda su una cometa, si vuole ricordare l’eccezionale evento.  24 settembre 2014 avviene il primo accometaggio della storia. Il lander Philae, della sonda Rosetta, tocca il suolo della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Fino ad allora le missioni spaziali avevano esplorato pianeti e satelliti, Luna, Marte, Giove, ecc, mai una cometa.

Perché esplorare oggetti così piccoli ed apparentemente poco rilevanti nelle dinamiche planetarie? Per comprendere meglio l’origine del sistema solare. Il nome Rosetta non è stato dato a caso alla missione; così come la stele di Rosetta è stata la chiave per decodificare i geroglifici così la missione ha consentito di aprire nuove strade alla comprensione dell’origine del sistema solare.

La missione Rosetta ha la valenza della scoperta dell’America. Oggi come allora il comandante della missione è un italiano. Allora Cristoforo Colombo, oggi Andrea Accomazzo, Piemontese di Masera (valli dell’Ossola), Direttore Operativo delle missioni interplanetrarie dell’ESA (European Space Agency).

L’ingegno, il cuore, il coraggio e il desiderio di conoscenza hanno fatto si che si potesse realizzare questa impresa, che rappresenta il desiderio dell’essere umano di superare i propri limiti e di allargare sempre più gli orizzonati delle proprie conoscenze ed esperienze.

L’accometaggio non è e non è stato un’operazione semplice; far atterrare un oggetto in movimento su un corpo in movimento dalle dimensioni ridotte e con un campo gravitazionale sconosciuto è stata una grande impresa. Sono stati necessari dieci anni di volo affinché Philae potesse toccare il suolo della cometa.