Antifragile è l’ultimo libro di Nassim Nicholas Taleb, Filosofo, Matematico ed Economista Libanese che vive negli Stati Uniti.

Quest’ultimo libro rappresenta la tappa più evoluta e di sintesi del pensiero Talebiano sul Caso, sulle dinamiche con cui si dipanano gli eventi e su come domare la casualità.

Chiave di lettura del libro è il Caso, non inteso come assenza di causalità nelle cose, ma come così grande concatenazione di eventi e di concause da non rendere prevedibile il verificarsi di un evento o la direzione che prenderanno.

Rischio, probabilità e causalità sono il centro del libro. Partendo dall’assunto che buona parte degli eventi della vita individuale, di intere comunità, di aziende, di nazioni, della vita economica, politica, lavorativa, ecc., avvengono e possono mutare in modo repentino, imprevisto ma soprattutto imprevedibile Taleb si chiede quale sia la migliore stategia per cavalcare questo cavallo.

Questo è nell’esperienza di tutti: crolli delle borse, occasioni che capitano e che cambiano la vita, inconti con persone che danno una sterzata al percorso, eventi climatici estremi che cambiano le cose. Tutti eventi accomunati da imprevedibilità e rapidità di mutamento; imprevedibilità tipica di sistemi complessi, in cui le relazioni causali sono tali e tante, da renderci ciechi davanti al caso.

Se così stanno le cose, a nulla o poco vale tentare di prevedere ciò che non è prevedibile o lo è difficilmente. La strategia migliore è quella di percorre passo passo la strada, essere attenti e preparati a tutte le evenienze possibili e soprattutto di percorrerla in condizione robusta o meglio antifragile.

Stante l’imprevedibilità o difficile prevedibilità di alcuni eventi appare evidente l’opportunità di essere attenti e preparati in modo da reagire rapidamente ed  adeguatamente.

Ci sono, secondo Taleb, tre condizioni in cui ci si può trovare: fragile, robusta ed antifragile.

La condizione di fragilità è quella condizione in cui si trova un soggetto che non trae danno dalle piccole variazioni, che è in grado di sopportare tante piccole sollecitazioni, ma si rompe di fronte alle sollecitazioni più importanti; è tipica di chi si espone poco ai rischi. Ama la routine.

La condizione di robustezza, che non è l’opposto della fragilità, è quella condizione in cui un soggetto abituato a subire sollecitazioni e danni di media entità, riesce a sopportarle rimanendo sempre uguale a se stesso; è tipica di chi si espone a richi moderati e continui. Non ha paura della variabilità.

La condizione, infine, di antifragilità, ch’è l’opposto della fragilità, è la condizione in cui si trova un soggetto che non trae danno permanente dalle grandi sollecitazioni, anzi, trae vantaggio dalla scossa che ne deriva imparando ed uscendome rafforzato e più esperto; è tipica di chi si espone ai rischi e lo fa consapevolmente. Ricerca la variabilità come motore di crescita.

La chiave vincente non è pertanto, erroneamente, la tranquillità o la sicurezza che comporta fragilità, ma è l’esposizione, che porta alla robustezza, se moderata, ed all’antifragilità se ricercata.